Un progetto

CAI GAVARDO (BS)

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TESTIMONANZA DI MATILDE

(Escursione  alle Pale di San Martino - 30-31 agosto  2015)

 

Volevo dire grazie di persona davvero tantissime grazie mi è piaciuta moltissimo questa gita sia xk ho avuto l'opportunità di stare in mezzo a tante perssone che ho potuto vedere tantissimi posti bellissimi abbiamo visto tantissimi posti stupendi grazie mille davvero anche xk voi avete scelto un posto davvero meraviglioso e sopratutto xk siete stati tutti con me molto gentili e molto disponibile mi avete fatto sentire tutti e subito a mio agio e tranquilla eravate tutti molto bravi è bellissimo quello che avete fatto per me e inoltre eravate tutti molto simpatici è stato bellissimo stare in mezzo a voi riuscite sempre a scherzare e a farci divertire benissimo grazie davvero di tutto sono stata stra felicissima io spero di rivedervi prestissimo :-)

 

 

TESTIMONANZA DI ANDREA

 

Un pomeriggio di quest'inverno guardando dalla Valvestino, con Giorgio, il monte Baldo innevato, ho provato il desiderio di condividere con lui, che fatica molto a camminare, la gioia di quella vetta.

Non avevo assolutamente idea di come poter riuscire ad esaudire questo desiderio ma ricordavo che Jole, iscritta come me al Gruppo d'Acquisto Solidale di Gavardo, mi aveva parlato di montagna per persone con ridotta capacità motoria. Una telefonata e lei mi ha indirizzato ad Angiolino, che mi ha dato la massima disponibilità per insegnarmi ad usare la Joelette.

 

A questo punto il difficile era fatto, grazie al CAI di Gavardo e in particolare al progetto "Il Sentiero di Cinzia", Giorgio, un gruppo di amici e io, siamo riusciti a coronare quello che sembrava un sogno proibito. Sabato 19 luglio abbiamo raggiunto la Vetta del Monte Altissimo di Nago. Voglio sottolineare che Giorgio, sul tratto più sconnesso e in salita, lungo circa un centinaio di metri, è sceso dalla Joelette e ha fatto un tratto a piedi, evitandoci così il pezzo più impegnativo.

 

Personalmente ho provato delle sensazioni bellissime, connesse alla scoperta di qualcosa di nuovo, di completamente (a noi) sconosciuto.

Limitatamente alle mie conoscenze di montagna, trovo che questo progetto sia davvero ambizioso e possa aprire nuovi sviluppi per l'Alpinismo che ? a parer mio, per sua natura, esplorazione, ricerca di qualcosa di nuovo. La novità stavolta non sta nell'altezza e difficoltà pareti, nelle tecniche di progressione o nella pendenza delle discese ma nei soggetti che fanno Alpinismo, rendendo ardue (e quindi interessanti) salite che prima avremmo considerato semplici.

TESTIMONANZA DI VANESSA

 

Sono Vanessa, e scrivo nuovamente per aggiornarvi sulla nuova avventura alle tre Cime di Lavaredo insieme ai ragazzi di Co.Ge.s.s.

E' sabato 27 agosto, alle 7 ci troviamo in piazza Aldo Moro a Gavardo, tutti contenti e e col sorriso sulle labbra. Io non ero mai stata alla Tre Cime, ma qualsiasi persona alla quale parlavo della gita mi diceva: "Vedrai che bello, te ne innamorerarai!"

Dopo più o meno 5 ore di viaggio in pullman arriviamo al Lago di

Misurina scarichiamo le Jolette e partiamo per un giro esplorativo dei dintorni del lago per trovare un posticino dove degustare il nostro pranzo al  sacco. Appena cominciamo ad incamminarci, a qualcuno scappa l'occhio, e al tavolino di un bar vedono seduto Mauro Corona ( scultore, arrampicatore, scrittore). Noi proseguiamo , altri si fermano, e ci chiamano indietro perché lui si rende disponibile a fare foto con tutti noi: è tale e quale a come lo vedi in Tv.

Dopo la pausa pranzo proseguiamo il giro e quando decidiamo di fermarci al bar per un caffè , ci accorgiamo di aver "perso" parte del gruppo, dopo qualche minuto ci telefonano dicendo che vogliono fare un giro con la seggiovia al rifugio che sovrasta il lago; con mio grande rammarico devo rinunciare all'esperienza in seggiovia, perchè ho già ordinato.

Intorno alle 4 del pomeriggio abbiamo ripreso il pullman e dopo un

quarto d'ora di viaggio e diversi tornanti, eccoci arrivati nel

parcheggio del rifugio Auronzo; decido di fare il tratto, che separa il parcheggio dal rifugio a piedi: mi è sempre piaciuto tagliare il

traguardo delle mie mete con le mie gambe, seppur traballanti: mi fa sentire vittoriosa.

Un'occhiata alle camere, una rinfrescata e poi tutti giù per la cena; al termine  un goccino di grappa del Cesare per scaldare le ugole e poi con Angilino che imbraccia la chitarra e con davinti il "Canta la gioia" cominciamo a cantare. Alle 22 siamo invitati ad andare tutti a dormire, si spengono le luci .

Domenica mattina svegia alle 6 e 30 pronti a lavarsi, vestirsi e a

preparare gli zaini. Colazione molto abbondante ( mi sono scofanata tre brioches).Nel frattempo i panini per il pranzo sono pronti e anche noi siamo pronti a partire. Mettono le bratelle per trainare la Jolette a Massimiliano (un ragazzo di Co. Ge.S.S.) per la prima volta : è bravissimo, non desiste , ha una volontà di ferro. Prima tappa una chiesetta, non possiamo entrare: è chiusa. Fuori ci sono dei cavalli. Una cavalla mi si avvicina, la posso accarezzare, non ho paura e molto buona e mansueta. Proseguiamo verso il prossimo rifugio dove ci fermiamo per bere un po' d'acqua. Guardo le tre cime e vedo degli scalatori sulla parete: è la prima volta che li vedo così da vicino. Ad un certo punto mi sembra di sentire della musica: ai piedi della cima ci sono tre suonatori con corni e tromba, li raggiungiamo nella speranza che continuino a suonare per noi. Arriviamo giusto in tempo per l'ultima suonata.

Non avete idea della sensazione di libertà che si respira lassù, in quel momento, credetemi, ero la persona più felice del mondo. Dopo aver proseguito ancora pe un bel po' , abbiamo trovato un posticino e un fotografo di fortuna per la foto di gruppo. Una volta deciso il sentiero da prendere, tra ardue discese e ripide salite continuiamo il cammino. I miei cari e dolci ometti sono bravissimi, nonostante la fatica, tengono duro e mentre io mi godo il panorama, penso che siano persone fantastiche per la possibilità che mi stanno offrendo di vivere e godermi quella splendida cornice . Finalmente arriviamo al rifugio, davanti a noi si apre una radura con le mucche al pascolo. Ci

rifocilliamo e dopo un' oretta riprendiamo il cammino per terminare il

nostro splendido giro. Stanchi, ma felici saliamo sul pullman e torniamo

a casa con il ricordo di questo fantastico weekend nel cuore.